Sondaggio sul mercato immobiliare, nel 2019 più vendite per gli agenti

Pubblicata il: 16 Mar 2020

Sondaggio sul mercato immobiliare, nel 2019 più vendite per gli agenti

L’84% degli operatori intervistati ha dichiarato di aver concluso almeno una cessione nell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Stabili i tempi di realizzazione, aumenta (di poco) lo sconto praticato

Per gli agenti immobiliari, il 2019 sembra essersi chiuso in maniera positiva. In base al sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni, infatti, è aumentato il numero degli operatori che ha venduto almeno un immobile nel trimestre ottobre-dicembre, passando dal 78,7% all’84,4%. Anche le loro attese sul proprio mercato di riferimento e su quello nazionale migliorano, nonostante permanga un certo divario fra prezzi offerti e domandati e i tempi di vendita delle abitazioni siano rimasti stabili. Ma vediamo più nel dettaglio cosa emerge dal sondaggio.

Cos’è il sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni

Realizzato da Bankitalia, in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, il sondaggio effettua delle rilevazioni tra gli agenti immobiliari in merito all’andamento delle compravendite delle abitazioni nel trimestre di riferimento, ai prezzi, ai canoni delle locazioni e chiede loro di esprimere un proprio giudizio relativamente alle attese sul mercato di riferimento e su quello nazionale.

Per l’ultimo trimestre del 2019, la rilevazione è stata condotta tra il 10 gennaio e il 7 febbraio 2020 e le agenzie interpellate sono state 1.343.

Vendite in aumento

L’ultimo trimestre del 2019 si chiude positivamente per la maggior parte degli operatori, almeno per quanto riguarda le vendite. Solo il 15,6% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di non aver venduto nessun immobile, percentuale che solo qualche mese fa superava il 20% e che oggi, invece, raggiunge il valore più basso degli ultimi anni.

Segnali di vivacità del mercato provengono anche dalle indicazioni sul numero dei potenziali acquirenti, in crescita sul trimestre precedente secondo il 23,5% degli operatori, in diminuzione per il 19,4 per cento.

L’andamento dei prezzi

Secondo il 61,9% delle agenzie i prezzi sono rimasti stabili; in diminuzione per il 30,4% e in aumento per il 7,7% (erano il 2,8% nello stesso periodo del 2018). La percentuale di sconto rispetto alle richieste iniziali del venditore, invece, è passata dal 12,6% del trimestre precedente al 12 per cento.

Il mancato matching tra prezzi della domanda e dell’offerta rimane il motivo principale per cui gli incarichi a vendere cessano e, in particolare, la mancanza di proposte di acquisto attribuita a prezzi giudicati troppo elevati dai compratori viene segnalata dal 58,5% degli operatori e le offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore dal 53,2 per cento.

Tempi di vendita e mutui ipotecari

Per vendere un immobile oggi sono necessari – in media – 7,7 mesi, in leggero aumento rispetto ai periodi precedenti. Nelle aree non urbane, però, i tempi si allungano ancora di più: occorre attendere 8,9 mesi per portare a termine la trattativa.

Scende poi la percentuale di acquisti finanziati tramite mutuo ipotecario (sono il 71,2% del totale), il valore più basso dall’inizio del 2016, mentre il rapporto tra prestito e valore dell’immobile è rimasto pressoché invariato.

Il mercato delle locazioni

La percentuale di operatori che ha dichiarato di aver locato almeno un immobile nel periodo ottobre-dicembre 2019 è diminuita sia rispetto al trimestre precedente, passando dall’83,3% all’80,2%, sia in riferimento allo stesso periodo del 2018, quando era pari al 78,1%. Anche il margine medio di sconto rispetto al canone richiesto inizialmente dal locatore è sceso, passando dal 3,8% al 3,4 per cento.

Le attese degli agenti immobiliari

È tornato in positivo il saldo tra la quota di agenti che giudicano favorevole la situazione del proprio mercato di riferimento e quella di quanti la ritengono negativa. In particolare, propendono per un futuro favorevole il 18,7%, per uno sfavorevole il 15,1% mentre il 66,2% prevede un mercato pressoché stabile. Sul fronte dei prezzi aumenta la percentuale di chi pensa che siano destinati ad aumentare (dal 5,9% all’8,3%) e diminuisce quella che li vede in calo (dal 31,4% al 27,3%).

Le attese sull’andamento del mercato a livello nazionale sono pressoché bilanciate, con un significativo miglioramento rispetto a tre mesi prima, e sono più decisamente orientate verso l’ottimismo se si considera un orizzonte temporale più ampio: nei prossimi due anni il mercato sarà migliore per il 41,8% degli agenti, identico a quello attuale per il 40,3% e negativo per il 17,9 per cento.

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