Sale da 10mila a 16mila euro il tetto per il bonus mobili

Pubblicata il: 22 Dicembre 2020

Sale da 10mila a 16mila euro il tetto per il bonus mobili.

Lo prevede la manovra in approvazione alle Camere.

La detrazione resta pari al 50 per cento delle spese documentate per l’acquisto di mobili in occasioni di ristrutturazioni, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Il bonus mobili consente ai soggetti che abbiano acquistato dei mobili d’arredo o grandi elettrodomestici, per un immobile residenziale, di usufruire della detrazione del 50% in dieci quote annuali per tali spese. Tuttavia, l’esistenza di questo beneficio fiscale è subordinata all’esecuzione di alcuni lavori di edilizia sull’immobile oggetto di arredamento, fra cui:

  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazione edilizia;
  • restauro e risanamento conservativo.

In altri termini, il bonus mobili può essere applicato nella dichiarazione dei redditi (rigo E57 del modello 730) solo se “agganciato” ai predetti lavori e a due condizioni:

che questi interventi siano iniziati prima dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici;
che il contribuente abbia usufruito della corrispondente detrazione fiscale per i lavori in oggetto (rigo E41 del modello 730).

Ci sono due tipologie di beni che vengono agevolate:

arredi (cucine, librerie, tavoli, armadi, credenze, letti, materassi, poltrone, divani, ecc.);
grandi elettrodomestici (frigoriferi, stufe elettriche, forni, microonde, piani di cottura, lavastoviglie, lavatrici, asciugatrici, ventilatori elettrici, ecc.) di classe energetica pari o superiore ad A+ (tranne per i forni e le lavasciuga, che sono ammessi alla detrazione anche se di classe energetica A).

Non è agevolabile l’acquisto di “piccoli elettrodomestici”, quali, ad esempio, il tostapane o il frullatore. Non è ammissibile nemmeno la detrazione per l’acquisto di porte interne, pavimentazioni (ad esempio parquet) e tendaggi.

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