Legge di stabilità 2019: bilancio deludente

Pubblicata il: 11 Gen 2019

L’unica novità positiva della manovra riguarda l’introduzione della cedolare secca al 21% per gli affitti commerciali che però rischia di essere compromessa dai vincoli che la circoscrivono visto che essa riguarda solo i contratti stipulati nel 2019 e non, come avevamo richiesto, tutti i nuovi contratti. Se l’obiettivo (giusto) è quello di riportare sul mercato una quota dei tanti locali commerciali sfittì  (spesso da anni) presenti nelle nostre città,  bisogna sapere che l’orizzonte non può essere limitato al solo 2019 che in gran parte se ne andrà tra interventi necessari di ristrutturazione e ricerca degli inquilini.

In ogni caso di novità positiva si tratta. Lavoreremo nei prossimi mesi per convincere Governo e Parlamento a ridurne I vincoli per renderla effettivamente funzionante.

L’altra novità (pesantemente negativa) consiste nell’aver lasciato mano libera ai comuni nel determinare aumenti di aliquote fino ai massimi consentiti dalla Legge.

La stragrande maggioranza dei Comuni a cui finora è stata negata questa facoltà possono quindi aumentare le aliquote dei tributi di loro competenza a partire da IMU e TASI (oltre che addizionale IRPEF). Il rischio di un forte aumento della pressione fiscale esiste e paradossalmente interessa in modo maggiore I contratti a canone concordato per I quali i margini di possibile aumento delle aliquote sono maggiori.

Per questi contratti poi vale la pena sottolineare che la cedolare secca al 10% rischia di concludersi entro il 2019 considerato che questa manovra non ne ha prorogato I termini. (È assolutamente indispensabile che ciò venga fatto entro il prossimo anno).

Per le detrazioni fiscali in materia di ristrutturazioni e risparmio energetico si è confermato ciò che era già stato previsto dalla Legge di Bilancio dello scorso anno: bene la conferma, ma si è sprecata l’occasione per fare ciò che da anni chiediamo: dare una certezza almeno triennale di vigenza della norma per tutti gli interventi previsti, per offrire agli investitori privati un quadro di riferimento stabile per programmare gli interventi.

Il Presidente Nazionale ASPPI

Alfredo Zagatti

 

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