Le proposte ASPPI per il Decreto di Aprile 2020

Pubblicata il: 24 Apr 2020

Le proposte ASPPI per il Decreto di Aprile

Evitare che le tensioni nel mercato degli affitti generino interruzione dei rapporti di locazione e contenziosi;

sostenere le fasce più colpite dall’emergenza sanitaria ed economica senza scaricare interamente ii costi su altri soggetti privati; agevolare il rapporto fra locatori e conduttori nella ricerca di soluzioni eque che aiutino, ove necessario, la rinegoziazione dei contratti in ordine alle scadenze di pagamento e all’entità dei canoni: su questi obiettivi, locatori e conduttori si aspettano risposte precise e tempestive dal Governo a cominciare dal Decreto di Aprile annunciato per i prossimi giorni.

ASPPI sottolinea  le proposte già avanzate nelle scorse settimane:

  • Va ribadita ed ampliata la misura già contenuta nel Decreto CuraItalia relativa al credito di imposta del 60% dell’importo del canone per i conduttori di attività commerciali che abbiano pagato l’affitto

La misura va estesa alle attività professionali, commerciali e associative non ricomprese nella categoria catastale prevista nel Decreto di marzo. La misura deve prevedere un arco temporale più ampio e comprendere almeno un trimestre; va previsto che il credito d’imposta sia trasferito al locatore nel caso di non pagamento del canone.

  • Per aiutare la rinegoziazione negli usi diversi dall’abitativo va prevista la possibilità di accedere alla cedolare del 21% per quei locatori che accettano di ridurre il canone almeno del 15%; la misura, indispensabile nell’emergenza attuale, può avere un respiro più ampio, quanto meno di medio periodo;
  • È indispensabile un incremento sostanziale del fondo sociale per l’affitto e del fondo per la morosità incolpevole; i fondi devono andare direttamente ai comuni e, su domanda dell’inquilino essere attribuiti direttamente al locatore; la priorità nell’accesso a contributi va riconosciuta a quei locatori che già avevano ottenuto una pronuncia di sfratto per morosità la cui esecuzione è bloccata, e a chi rinuncia ad intraprendere azioni di rilascio. A questi locatori va assicurata una riduzione IRPEF e Imu.
  • Per tutte le locazioni, abitative e non abitative, va stabilito che i canoni non riscossi non concorrono alla tassazione sui redditi.
  • Va prevista una norma che consenta lo slittamento della rata di giugno di IMU e TARI
  • Occorre una misura di indirizzo che induca le aziende fornitrici di servizi civili essenziali a prevedere misure di dilazione dei pagamenti nei casi di documentata difficoltà degli utenti, senza prevedere l’interruzione del servizio.

Condividi sui social