Indispensabile la proroga della cedolare secca al 10% nei comuni soggetti a calamità naturali

Pubblicata il: 23 Dic 2019

Non sappiamo ancora se nel testo del Decreto Milleproroghe che sta per essere approvato dal Consiglio dei Ministri troverà spazio, come da noi fortemente richiesto, la proroga della cedolare secca al 10% per i contratti concordati nei comuni (sono migliaia) soggetti a calamità naturali negli anni antecedenti il 2014. In questi comuni già dal 2014 si applica la cedolare al 10%:  pur ribadendo la necessità di estendere a tutti i comuni la cedolare secca al 10%, non possiamo non rilevare come in questi comuni si verrebbe a creare una situazione del tutto particolare: il passaggio della tassazione dal 10 al 21% (più che raddoppiata) anche per i contratti in essere, con le conseguenze che si possono immaginare non solo per i locatori, ma anche per gli inquilini che saranno, in assenza di proroga, pressati dalle richieste di rinegoziazione di canoni originariamente definiti su ben altri presupposti.

Certo, anche in questi comuni, come in tutti i comuni italiani sarà possibile ottenere lo sconto del 25% sull’IMU in caso di contratto a canone concordato, ma, perdendo il beneficio IRPEF questa modalità contrattuale (utile a proprietari ed inquilini) subirà un colpo a beneficio dei contratti a canone di mercato.

Sarebbe quindi incomprensibile un rifiuto del Governo a realizzare questa proroga.

Se questo non dovesse avvenire, noi ci rivolgeremo direttamente ai deputati e senatori eletti in questi comuni, affinché in sede di conversione parlamentare del Decreto facciano sentire forte la loro voce.

Alfredo Zagatti

Condividi sui social