Immobiliare, Istat: nel III trimestre 2018 prezzi delle abitazioni in flessione dello 0,8%

Pubblicata il: 15 Gennaio 2019

 

Secondo le stime preliminari dell’Istat sull’andamento dei prezzi nel settore immobiliare, nel terzo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,8% sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,4% nel secondo trimestre 2018).

 

La flessione tendenziale  è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,8% nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,2% del secondo trimestre del 2018 al +1,4% del terzo trimestre.

 

Questi andamenti del settore immobiliare si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita (+6,7% l’incremento tendenziale registrato per il terzo trimestre del 2018 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

 

Su base congiunturale la diminuzione dell’Ipab è dovuta soprattutto ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano un calo pari a -1,0%; anche i prezzi delle abitazioni nuove flettono rispetto al secondo trimestre ma in misura contenuta (-0,2%).

 

In media, nei primi tre trimestri del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,6%, sintetizzando dinamiche di prezzo di segno opposto tra i prezzi delle abitazioni esistenti (che pesano per oltre l’80% sul dato complessivo), in diminuzione dell’1,0% e quelli delle abitazioni nuove che aumentano dell’1,2%

 

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’Ipab, nel terzo trimestre 2018 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 16,7%, a causa esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,9% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur debole (+0,2%).

 

Il tasso di variazione acquisito dell’Ipab per il 2018 è negativo e pari a -0,5%.

 

Il Presidente Nazionale di Asppi Alfredo Zagatti commenta questi dati:

“Siamo di fronte a dati impressionanti: dal 2010 ad oggi i proprietari hanno perso il 23% del valore  dei loro immobili e il calo continua ad un ritmo superiore all’1% annuo.

Ancor più impressiona il fatto che questo avviene in coincidenza con un aumento delle compravendite che dovrebbe produrre risultati opposti.

È l’unico grande Paese europeo che vede gli immobili perdere valore e di fatto ‘’bruciare’’buona parte del risparmio degli italiani.

Questi dati non dovrebbero far riflettere il  Governo in particolare sugli effetti di una tassazione patrimoniale onerosa oltre ogni limite (e che ancora rischia di aumentare?)”.

 

 

 

 

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