I problemi sociali vanno affrontati con le politiche sociali, non con il blocco degli sfratti

di Lettera inviata da ASPPI a Deputati, Senatori e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

Pubblicata il: 17 Gen 2015

La richiesta avanzata dagli assessori di alcune grandi città di prorogare la norma che prevede il blocco degli sfratti per talune categorie di inquilini è del tutto irragionevole. La norma in questione riguarda poche migliaia di famiglie in particolari condizioni sociali per le quali è stato richiesto lo sfratto per finita locazione. Non riguarda quindi la generalità degli sfratti, che in grandissima parte vengono pronunciati per morosità, nè la grande maggioranza degli sfrattati che non rientrano nelle condizioni previste dalla norma. Ha assolutamente ragione il Ministro Lupi quando dichiara che i comuni hanno tutti gli strumenti, normativi e finanziari, per affrontare una volta per tutte un problema di questa portata e limitatezza senza invocare provvedimenti di blocco che scaricano sui locatori un problema sociale che deve riguardare la collettività, e contribuiscono ad alimentare sfiducia sul fatto che nel mercato della locazione vigano e vengano rispettate regole certe. Il fondo sociale per l’affitto recentemente rifinanziato, la possibilità per i comuni e le loro Agenzie di acquisire alloggi da destinare a particolari tipologie di inquilini, le possibilità offerte dalla edilizia sociale costituiscono altrettanti modi per assicurare la necessaria assistenza a queste famiglie, senza abbandonare nessuno e senza scaricare il problema sui locatori. Non vorremmo che l’agitazione, abbastanza smodata, attorno ad un problema così circoscritto, celasse la volontà di invocare provvedimenti di blocco di portata più ampia: se questa tentazione fosse presente è utile ricordare come già la Corte Costituzione si sia pronunciata negativamente su norme di questa natura. Sarebbe d’altra parte la via maestra per produrre il blocco del mercato degli affitti a tutto danno dei locatori e degli inquilini.

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