Decreto Milleproroghe: cosa si prevede per la cedolare secca nei comuni calamitati

Pubblicata il: 28 Feb 2020

Decreto Milleproroghe: cosa si prevede per la cedolare secca nei comuni calamitati

Il Decreto Milleproroghe, approvato in via definitiva dal Senato affronta la questione della cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato stipulati nei comuni interessati da calamità naturali negli anni 2009-2014. Come è noto in questi comuni, in virtù di un decreto del 2014, la cedolare al 10% era applicabile fino al 31/12/2019.

La manovra di bilancio, che pure ha stabilizzato ‘a regime’ l’aliquota al 10% per i comuni ad Alta Tensione Abitativa non era intervenuta su questo punto, nonostante le forti sollecitazioni di molti, e, in primo luogo della nostra Associazione, che chiedevano la proroga di questa agevolazione.
Il Decreto Milleproroghe intervenendo sul punto ha prodotto due novità positive e un’assurdità:
La prima novità positiva è rappresentata dal fatto che dal 2021 l’aliquota del 10% sarà applicabile in via definitiva anche in tutti questi comuni (analogamente a quanto avviene nei comuni ad Alta Tensione Abitativa).

La seconda novità è che la cedolare al 10% sarà applicabile dal 2020 a regime anche nei comuni che hanno subito le calamità naturali per le quali sono intervenuti i DL nel 2016 (ad esempio il terremoto dell’Italia centrale) con un’unica limitazione: l’agevolazione è fruibile solo in quei comuni nei quali era stata delimita una ‘ zona rossa’ (quindi quelli maggiormente coinvolti nella calamità).

La vera e propria assurdità, riguarda il fatto che per l’esercizio 2020 (il corrente anno), nei comuni che già hanno goduto della cedolare al 10% fino all’anno scorso, questa agevolazione sarà applicabile solo a quelli inferiori ai 10000 abitanti.

Si tratta di un vero controsenso: in sostanza nei comuni sopra i 10000 abitanti si pagherà solo per questo anno una specie di maggiorazione una tantum dell’aliquota: erano al 10% lo scorso anno, andranno al 21% quest’anno, torneranno al10% dal prossimo anno.

Tanto più insensata la norma se si pensa che la maggiore tensione abitativa e il maggior numero di contratti si stipula nei comuni più popolosi.

Evidentemente ha pesato la difficoltà a reperire per questo anno le risorse necessarie che secondo il governo la norma richiede: tant’è che nella norma di copertura sono previsti 2 milioni per questo anno, 3,4 per il 2021, 3,5 dal 2022 in poi.

Alfredo Zagatti – Presidente Nazionale ASPPI

 

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